La rivoluzione ai tempi della Smart Factory 4.0

Da un anno in qua, grazie al Piano strategico Industria 4.0, il Ministero dello Sviluppo Economico ha spinto il rilancio dell’economia italiana in una direzione “intelligente”, puntando ad accrescere la competitività delle imprese nell’epoca digitale.

A fine settembre nella splendida Reggia di Venaria Reale, Torino ha ospitato il G7, per due giornate dedicato a “ICT e Industria” e agli argomenti chiave della quarta rivoluzione industriale—digitalizzazione della produzione, competitività e cybersicurezza delle piccole e medie imprese, intelligenza artificiale e diritti di proprietà intellettuale. A chiusura dei lavori ministeriali, Carlo Calenda in conferenza stampa ha comunicato che il Piano nazionale Industria 4.0 sarà potenziato. Questa è sicuramente una buona notizia, specie per le imprese più piccole che in Italia rappresentano notoriamente la grande maggioranza, perché per supportarne la trasformazione richiesta dalla rivoluzione digitale in atto occorre creare un ecosistema industriale favorevole all’innovazione e ad un’azienda intelligente.

La Smart Factory 4.0 sfrutta in modo “intelligente” le opportunità legate all’innovazione, alle nuove tecnologie produttive e alla sinergia tra sistemi informatici e fisici, per migliorare le condizioni lavorative, ottimizzare i processi produttivi, aumentare la qualità delle produzioni, migliorare la produttività e le performance e di conseguenza per crescere in competitività.

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La nuova rivoluzione industriale sembra dunque essere una vera e propria rivoluzione culturale che abbraccia il contesto tecnico-produttivo, dato che va a toccare la cultura d’impresa sia dal punto di vista dei prodotti che dei processi produttivi. L’avanzamento delle tecnologie digitali e l’applicazione dell’innovazione nei prossimi anni richiederanno grandi trasformazioni in tutti i settori produttivi e cambiamenti alle politiche economiche governative. Questo avrà ricadute profonde sulla società e sul mercato del lavoro, sull’istruzione, sull’ambiente, sullo sfruttamento energetico diretto alla riduzione degli sprechi, sulla produttività e sulla distribuzione del reddito della collettività.

“Da un lato i Governi del G7 si trovano dinanzi alla straordinaria opportunità di rendere l’innovazione una fonte di prosperità e benessere per tutti […]. Dall’altro, perché ciò accada, è indispensabile che alle politiche nazionali si affianchi un loro più incisivo coordinamento, così da estendere i benefici derivanti dall’innovazione a livello globale, con uno sforzo che tenda non solo ad includere tutte le aree geografiche, ma a proiettarsi anche su più generazioni.”—Raffaele Trombetta, Sherpa italiano [Cit. “Le implicazioni dell’Industria 4.0 secondo l’OCSE: presentato a Roma il rapporto The Next Production Revolution”, 11/05/2017 Icona]

La nuova rivoluzione industriale rappresenta per le PMI una grande opportunità di ammodernamento produttivo, tuttavia dovrà essere adeguatamente supportata a livello governativo, in modo da non subire il progresso ed evitare effetti indesiderati sull’occupazione. Difatti, l’introduzione di tecnologie innovative e sistemi avanzati, andando a “snaturare” il ruolo professionale di parte del personale e della manodopera, potrebbe causarne l’uscita dall’organigramma aziendale. Pensando alle innumerevoli competenze professionali di tipo digitale richieste oggi dall’impresa, la nuova rivoluzione industriale sembra essere anche una rivoluzione generazionale che influenza l’organizzazione aziendale. Da questo punto di vista, i lavoratori più giovani, nativi digitali, sono spesso maggiormente skillati dei loro capi senior; quello dei Millennial della Generazione Y è un vantaggio occupazionale facilmente spendibile in azienda, che nei prossimi anni li renderà sempre più competitivi rispetto ai silver worker.

In questo “calderone rivoluzionario”, la transizione delle imprese e le necessarie trasformazioni di processo dovranno essere adeguatamente anticipate, guidate e sostenute dai Governi del G7 attraverso una strategia “centralizzata” coordinata, che possa sfruttare tutte le potenzialità della quarta rivoluzione industriale—che è una rivoluzione digitale, culturale e generazionale ad un tempo.

 

Crediti grafici L’icona che ho utilizzato in questo articolo è disponibile nel “Web Icon Set” di Flaticon. Il design è di Flat Icons. La foto appartiene alla collezione “revolution” di Lia Mp ed è pubblicata su Unsplash. L’ho lavorata con Canva.

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